Bologna Sour, primo drink nato guardando la nonna tirare la sfoglia, è stato ideato e brevettato da un giovane barman di Bologna.
Alex Fantini, appena ventunenne, ha deciso di racchiudere in un calice da bar il sapore più tradizionale delle nostre terre per poi ottenere il brevetto nazionale certificato per la sua originale creazione.
Un cocktail gastronomico a tutto tondo come lo definisce l’ideatore, che ha avuto già un bel successo ad appena un mese dal suo lancio. ≪Non è facile dire se sia per tutti oppure no, il mio consiglio é sempre di provarlo e giudicare≫ risponde Alex Fantini a chi approccia titubante l’idea di bere il frutto della combinazione di infusioni con il ripieno bolognese.

La mission di Very Nice

Ma il Bologna Sour non è l’unico cocktail proposto nel neo locale aperto dal giovane barman, Very Nice infatti presenta un menù inedito di 12 cocktail che copre tutti i sapori invernali di stagione.
≪Serviamo grappe ai funghi porcini e pere, birre da estratti naturali, zabaione e gelato artigianale≫ specifica Alex, ≪ce ne è un po’ per tutti i gusti≫.
Inoltre ogni quattro mesi il menù cambia e si adatta ai profumi e ai frutti delle specifiche stagioni.
Un’attenzione molto particolare viene rivolta anche alla fase antecedente alla creazione dei cocktail in cui si cerca di fare abituare i palati delle persone a queste particolari proposte dal cuore gastronomico.
A breve, oltre al nuovo menù primaverile, in arrivo anche Mediterranean: cocktail di cui però al momento si può svelare solo il nome.

Dall’alberghiero all’apertura del proprio locale

Aprire il proprio locale poco più che ventenne e brevettare un cocktail che unisca la tradizione del territorio bolognese ad un arte dalle sfumature contemporanea come la mixologia non è però un’impresa per tutti e Alex racconta il percorso che lo ha portato ai suoi successi.
≪A 19 anni mi resi conto di questa passione per la cocktaileria: dopo un corso all’accademia del bar nel quale ebbi Alessandro Romoli come maestro, decisi di ascoltare una voce dentro di me e di buttarmi a capofitto nella mia formazione».
≪A Barcellona ho fatto il salto definitivo: dopo due corsi alla european bartender school, uno mixology e uno di american bar mi sono immerso nel mondo del lavoro. Dopo aver lavorato al Muy Buenas, il locale che mi ha insegnato la gastronomia applicata nei cocktail, con il maestro ed amico Roberto Saba, ho deciso ad agosto di tornare per aprire il mio locale. Da settembre, per 4 mesi, non mi sono mai fermato e l’1 dicembre è nato Very Nice≫.
Quindi le parole d’ordine per ottenere risultati soddisfacenti in questo campo non possono che essere passione e tanto studio.
≪Fortuna si e no: é un termine che viene spesso frainteso. Per quanto riguarda il mio caso potrei dire di essere stato fortunato ad aver avuto due genitori e una famiglia che mi ha appoggiato in tutto e per tutto, per il resto ho lavorato veramente tanto per arrivare a crearmi le opportunità che oggi mi hanno portato ad aprire il VeryNice in soli due anni di percorso≫.
Un lavoro duro che come tanti necessita di formazione continua abbinata a forza di volontà e tenacia. Pazienza, umiltà, dedizione e determinazione sono essenziali anche dietro il bancone di un bar.

Giulia