In tema con la festa di ieri, un breve racconto su chi ha portato il concetto di notizia in città.

In molte tesi di dottorato e citato in altrettante vicende della Bologna del 1300, compare il nome di Pietro Villola il cartolaio-cronista di Bologna. Anche Serena Bersani nel libro Forse non tutti sanno che a Bologna… racconta di questa particolare figura. Sembrerebbe essere l’incarnazione del primo giornalista della storia cittadina: un uomo che a mano scriveva in un foglio le storie più interessanti della città e le affiggeva fuori dalla sua bottega. Alcuni dei suoi lavori sono ancora conservati nella Biblioteca Universitaria.

Mentre se ci interessiamo del giornalismo più tradizionale, quello postumo all’invenzione di Gutenberg, il primo quotidiano Bolognese, nacque il 1° ottobre 1797 con il nome piuttosto tradizionale di “Quotidiano Bolognese”.  Per la sua pubblicazione sarà costruita un’apposita tipografia, la Stamperia del Quotidiano, diretta da Jacopo Marsigli. Con 8 pagine di fascicolazione,  contiene notizie locali e si chiude con numerosi annunci commerciali e avvisi pubblicitari.  Il giornale imitava  fogli simili pubblicati a Parigi, Londra, Milano, ma fin da subito assume un tono più  aggressivo e polemico.

Solo il 20 marzo del 1885 uscì il primissimo numero della nota testata cittadina Il Resto del Carlino con l’editoriale , di uno dei fondatori Giulio Padovani che s’intitolava semplicemente «?».

« Il punto interrogativo che scriviamo in fronte al primo articolo sta a sintetizzare la curiosità dei lettori riguardo al come e al perché della nostra pubblicazione. Questa curiosità ci affrettiamo di appagare il più breve e il più chiaramente possibile, a scanso di futuri equivoci. Vogliamo fare un giornale piccolo per chi non ha tempo di leggere i grandi: vogliamo fare un giornale per la gente che ha bisogno o desiderio di conoscere i fatti e le notizie senza fronzoli rettorici [sic], senza inutili e diluite divagazioni: un giornale il quale risponda al quotidiano e borghese che c’è di nuovo? che ogni galantuomo ha l’abitudine di rivolgere ogni mattina al primo amico o conoscente che incontra, (…) [un giornale] dove l’uomo d’affari, l’operaio, l’artista, la donna, tutti, troveranno in un batter d’occhio… le notizie sugli avvenimenti più importanti. »

Il nome deriva dal resto che veniva dato a chi comprava i sigari e riprende il titolo dato alla testata fiorentina che circolava soprattutto nelle tabaccherie.

Ma un’altro aspetto altrettanto importante da sottolineare è che la prima sede del noto quotidiano locale, non fu un luogo casuale: ma la redazione si trovava nello stesso palazzo della tipografia Azzoguidi. Baldassarre Azzoguidi fu il primo tipografo bolognese. Nel 1470 lui insieme ad altri suoi due amici decisero di sfruttare il bacino culturale di Bologna, con i suoi Studium e i suoi intellettuali, per introdurre in città l’arte della nuova tipografia. Il 25 ottobre 1470 la decisione fu siglata ufficialmente , con atto rogato dal notaio G. A. Castagnola, si costituì la società editoriale tra l’Azzoguidi, l’umanista Francesco Dal Pozzo (Puteolanus) ed Annibale di Guglielmo Malpigli.

Giulia