Respirando Bologna

Idee tra i portici

Category: Personaggi di ieri (page 2 of 2)

 

Il Natale bussa alle porte,
con insistenza e determinazione.

Per alcuni è una festa ricca di emozioni, per altri un rito di passaggio obbligatorio.

Per alcuni il momento di scatenare la fantasia e sbizzarrirsi con i regali, per altri un’ulteriore forma di stress da aggiungere al poco tempo soffocato dalla routine di tutti i giorni.

Per alcuni è l’occasione di darsi alla cucina e concedersi qualche dolce in più, per altri il momento di sforzarsi ulteriormente per cercare di non mandare in fumo i progressi dell’ultima timida dieta portata avanti dall’estate.

Per alcuni è preghiera, fede, attesa della nascita del Messia, per altri il momento di affollare i negozi per approfittare del Black Friday e delle belle confezioni regalo già pronte nelle profumerie.

Per alcuni è tornare a casa e sentire il profumo di un ambiente famigliare, per altri è chiamare i propri cari via Skype percependo i chilometri che li separano con ancora più prepotenza.

Per alcuni è ritrovare i parenti intorno ad un unico tavolo felicemente festeggiando i nuovi arrivati: figli di cugini, zii o fratelli.
Per altri è la delusione di dover apparecchiare ancora una volta per una persona in meno, guardando al passato in cui a scherzare sul brodo al gusto di dado c’era ancora lei.

Per alcuni è una festa fatta di decorazioni, lucine colorate, alberi finti o veri, presepi e palline.
Per altri l’ennesima prova dell’enorme spreco di denaro in ancor più inutili suppellettili esposti solo per poche settimane l’anno.

Per alcuni esiste, per altri no.

Per alcuni è consuetudine festeggiarlo con sciarpa, cappello e cioccolata calda, per altri è più normale fare l’albero in infradito, con una maglietta dalle maniche corte sorseggiando una fresca spremuta.

Per alcuni la Vigilia è un’emozionante attesa di quell’omone vestito di rosso barbuto e panciuto che si intrufola dal camino con un sacco pieno di regali.
Per altri è fraterna complicità nel mantenere segreta la più grande scoperta delle loro giovani vite.

Per alcuni è normale viverlo all’interno delle mura domestiche,
per me è naturale trascorrerlo passeggiando per la mia amata Bologna.

Vorrei che anche voi, universitari oberati dagli esami, lavoratori alle prese con le ultime sfrenate giornate in ufficio, turisti estivi o inguaribili romantici, vi godeste con me la magia di questa splendida città che sa veramente brillare di una luce nuova durante le feste.
E per farlo ho pensato ad un breve video fotografico che possa, in pochi minuti, lasciare entrare nelle vostre case e nei vostri cuori il caldo spirito Natalizio bolognese.

 

Giulia

W San Petronio! Un attimo…chi?

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Oggi è la festa del Patrono!
Ci si può svegliare tardi, niente lavoro, niente università o scuola.
Bologna oggi ha proprio l’agenda piena: dalla benedizione in piazza di porta Ravegnana e il pranzo per gli indigenti fino ad arrivare all’atterraggio dei paracadutisti in Piazza Maggiore, la Messa con l’arcivescovo Zuppi, la processione ed il concerto dei Nomadi.

Tuttavia, sappiamo davvero chi stiamo festeggiando?
Penso che la maggioranza delle persone faccia fatica a riconoscere persino la reale motivazione del ferragosto (ammetto che dovrei informarmi anche io), figuriamoci quanti possano davvero sapere l’oscura biografia di San Petronio.
Difatti sul suo conto aleggiano anche alcune leggende e poche sono le reali informazioni sulla sua vita.
Si sa per certo che è stato l’ottavo vescovo di Bologna, dal 431 al 450/451 circa, dopo la morte del suo predecessore Felice.
Possibilmente originario della famiglia consolare Petronia romana,decide di intraprendere la via del sacerdozio coltivando studi monastici.
Di fatto ci si potrebbe limitare a riportare questo, perché nient’altro è stato rinvenuto riguardo al Santo.
Però, dopo il ritrovamento delle sue spoglie in Santo Stefano da parte dei Benedettini, questi ultimi, nel 1180 scrissero una Vita che contiene le vicende bibliografiche di San Petronio da considerare pura leggenda.

Ma è proprio questa leggenda ad aver alimentato il culto del patrono tra noi bolognesi:
Petronio, in realtà cognato dell’imperatore Teodosio II, viene inviato a Roma in quanto esattore delle tasse, per risolvere una disputa su una eresia. E’ il Papa Celestino I ad offrirgli l’incarico di successore a Felice nel vescovado di Bologna (che in realtà era sotto la diocesi di Milano) poiché in sogno è stato lo stesso San Pietro a suggerirglielo.
Arrivato in città, Petronio, capisce di trovarsi di fronte ad un comune che necessita di rialzarsi al seguito delle invasioni barbariche. Avvia quindi numerosi lavori di restauro e fa costruire il complesso di Santo Stefano delle sette chiese poiché voleva riportare a Bologna una parte della Gerusalemme da lui visitata.
Ottiene anche fondi da Teodosio II per ampliare il circuito murario, per ottenere l’autonomia civica e la concessione della Studium e cioè dell’Università.

Il miracolo:

Il libro dei Benedettini contiene anche i racconti sui miracoli fatti da Petronio. Il più conosciuto è quello riguardante un muratore che stava svolgendo dei lavori nella Chiesa di Santo Stefano. Egli precipitò dall’alto, insieme ad una colonna di pietra. Il Vescovo, che stava supervisionando il procede dei lavori,fu pronto a fare il segno della croce verso l’infelice. E qui avvenne il miracolo: la colonna rimbalzò al suolo senza spezzarsi e il muratore, che tutti credevano già morto, si rialzò da terra incolume. Alla folla accorsa l’operaio raccontò che era stata la mano stessa di Petronio a sostenere il peso della colonna ed a salvarlo.

Spero di aver mantenuto la promessa e di avervi rubato poco tempo, senza annoiarvi.
Se avete piacere di aggiungere qualche dettaglio che mi sono dimenticata di riportare, sarò felice di imparare qualcosa dai vostri commenti qui sotto.
Ed ora andate pure a festeggiare! (vantandovi di sapere perché lo state facendo)
Bacioni

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