Un ingegnere informatico che scrive romanzi. Un quasi ingegnere informatico di 22 anni che scrive racconti.

Un quasi ingegnere informatico, prossimo alla laurea, di 22 anni che ha appena pubblicato il Dekameron in chiave moderna e che ora punta al traguardo del romanzo.

Si chiama Giorgio Franceschelli e la scorsa settimana ha presentato la sua versione del Dekameron, il noto capolavoro di Boccaccio, ma questa volta senza peste né sesso. Al posto di questi elementi ha preferito unire una bufera di neve a del caffè decaffeinato spaziando tra i diversi generi letterari: fantasy, thriller, ironico, e distopico.

I protagonisti della boccaccesca clausura sono 10 ragazzi che rimangono intrappolati in una casa da festini sull’appennino bolognese a causa del muro bianco che gli blocca il passaggio dell’uscita. In tema con l’inverno appena trascorso, il lettore riesce ad immedesimarsi nel racconto senza troppa difficoltà, o come direbbe Eco, accetta il contratto di lettura. Dialoghi veloci e uno sviluppo quasi scenografico della cornice rendono piacevole il passaggio da un racconto all’altro in questa ironica competizione a suon di storie tra i protagonisti affamati e infreddoliti. Anche se i veri protagonisti sono proprio i dieci racconti: dieci mondi, dieci generi, dieci diversi colpi di scena e alla fine ogni lettore avrà il suo preferito.

Per chi avesse voglia di tenere sul proprio comodino un libro scritto da nomi noti che risaltano agli occhi delle ragazze su cui si vuole fare colpo, questo non fa al caso loro; per chi, invece, ama le letture scorrevoli, ricche di freddure e che ironicamente sono capaci di capovolgere ‘i luoghi comuni che fanno provincia’ allora hanno trovato la lettura dell’estate.

Giulia