Respirando Bologna

Idee tra i portici

Month: February 2018

L’ITI Aldini Valeriani promosso in Economia Circolare

Giovanissimi, ma con le idee molto chiare!
I ragazzi dell’ ITI Aldini Valeriani si sono rivelati gli indiscussi protagonisti della settima edizione del premio Bologna Città Civile e Bella promosso dal Centro Antartide di Bologna.
Con progetti incentrati sul riciclaggio rifiuti, la condivisone del tempo e la movimentazione di conoscenze hanno infatti reinterpretato in modo puntale il concetto di economia circolare, tema di Civic Hackathon, una delle tre categorie in gara di quest’anno.
Non a caso martedì 13 febbraio, nella Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio, sono stati premiati ben 3 team differenti dell’Istituto tecnico della Bolognina: due con menzione speciale ed uno salendo sul gradino più alto del podio.

L’Economia Circolare per l’ ITI Aldini Valeriani

Si tratta di un tema indiscutibilmente molto caldo che da qualche anno è protagonista di molti dibattiti internazionali.
Quest’anno infatti anche al centro della premio Bologna Città Civile e Bella, “la maratona tecnologica” Civic Hackathon poneva l’accento sull’economia circolare.
8 i team che da tutta Italia si sono affrontati su questa tematica. Tra questi i ragazzi dell’ ITI Aldini Valeriani hanno proposto ben tre applicazioni che potessero al meglio offrire un servizio utile a tutta la città.
I due progetti che hanno preso una menzione speciale sono Voloo: una piattaforma per rendere più semplice e immediata ai ragazzi la possibilità di mettere il proprio tempo a disposizione di attività a favore della comunità e LeBanc per far circolare le competenze in maniera orizzontale e organizzare corsi e lezioni alla pari su  tutti i temi e le materie.
A vincere su tutti però, l’applicazione NetUrbino proposta da Christian Gambetti e Salvatore Stabile, due studenti del quarto anno dell’Istituto tecnico accompagnati dal professore Domenico Anania.

NetUrbino

Un progetto ancora in fase di miglioramento ed elaborazione che però ha portato alla vittoria i due giovanissimi dell’ITI Aldini Valeriani. Il primo premio di 2500 euro della categoria Civic Hackathon è stato assegnato all’idea di creare un’applicazione chiamata NetUrbino a riconoscimento vocale in grado di aiutare nelle scelte di smaltimento, riutilizzo e riciclaggio rifiuti.
Senza alcun genere di timore e parlando di fronte a tutte le persone presenti alla premiazione in Cappella Farnese, Salvatore Stabile e Christian Gambetti hanno presentato il loro progetto. Attentamente studiato in ogni sua fase di sviluppo, l’applicazione è stata spiegata attraverso una dimostrazione pratica delle sue primordiali potenzialità.
Trattandosi infatti di un software basato sull’intelligenza artificiale IBM Watson per funzionare al meglio deve essere “addestrata” da reali operatori che forniranno così alla macchina gli strumenti per rispondere in modo efficace alle ricerche delle persone.
A riconoscimento vocale, come i più noti SIRI e Cortana, saprà aiutarti per trovare il modo migliore di riutilizzare qualche oggetto, per scegliere il corretto contenitore in cui buttare un prodotto ed eventualmente a chi donare qualcosa che non ti serve più.

3 progetti ancora in fase embrionale che però denotano un importante impegno civico da parte dei ragazzi dell’ITI Aldini Valeriani, ma soprattutto sottolineano quanto per le realtà scolastiche cogliere le opportunità territoriali e connettersi con esse possa essere un ottimo trampolino di lancio verso il mondo dell’imprenditorialità socio ed eco sostenibile.

Giulia

Alma Mater Studiorum

Un nome, un’istituzione. Tutti i bolognesi la conoscono: alcuni si vantano per il prestigio, altri se ne lamentano per i disordini causati dai movimenti studenteschi, tuttavia pochi davvero sanno la sua storia.
Ma di fatto è il personaggio più internazionale della città emiliana.
Ecco allora riproposti alcuni dei passaggi e degli aneddoti più interessanti che la riguardano.

Come tutto ebbe inizio

L’Università di Bologna, nonostante il nome Alma Mater rimandi ad un concetto religioso sia per i romani che per il Cristiani Medioevali, sorge da un’organizzazione popolare che ha deciso di rendere indipendente l’insegnamento da qualsiasi altro potere.
Il 1088 è considerata la datazione ufficiale, momento in cui la Chiesa ha smesso di interferire nell’alta formazione ed Irnerio (che per alcuni rappresenta una delle figure cardine) porta alla fondazione della realtà attuale.
Alla base dell’organizzazione primordiale però non vi era un’istituzione comunale, ma “il modello corporativo” delle nationes: insiemi di studenti che pagavano attraverso donazioni in denaro (collectio) direttamente i docenti. E dietro al concetto di offerta risiedeva il fatto che la scienza veniva comunque ancora considerata un dono di Dio e non poteva pertanto essere venduta. Il Comune più volte è intervenuto per assicurante la continuità. Un’ ulteriore funzionalità delle naziones era l’aiuto reciproco fra compagni della stessa nazione. A testimonianza di ciò ancora adesso l’Archiginnasio mostra un complesso araldico con circa 600 stemmi studenteschi ed in pieno centro è ancora presente il Collegio di Spagna.
A sancirne la piena indipendenza fu però Federico I Barbarossa nel 1158 con la Constitutio Habita con la quale stabilisce che ogni Scuola dovesse essere formata con una societas (di siti allievi) presieduta da un maestro compensato da quote. L’Impero inoltre si impegna a proteggere dalle intrusioni di ogni autorità politica tutti gli scholares che viaggiano per ragioni di studio.

ALMA MATER culla di Enfant Prodige e all’avanguardia per l’integrazione

Tanti i nomi più illustri che notoriamente hanno calpestato i corridoio della grande università bolognese quali Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Guido Guinizelli, Ulisse Aldrovandi o lo stesso Erasmo da Rotterdam, studente all’età di quarant’anni per un anno. Da non dimenticare poi gli illustri ospiti internazionali come Thomas Becket, Paracelso, Raimundo de Pegñafort e Albrecht Dürer.
Ma oltre queste grandi menti di fa mondiale, l’università di Bologna è stata culla di alcuni dei primati più importanti d’Italia.
Un bambino si laureò in Medicina a soli 10 anni. Luigi Magni nacque il 22 giugno 1651 e ottenne la laurea il 26 settembre 1661 specificatamente in utraque facultate: cioè sia per filosofia che per medicina. A testimonianza di ciò un documento conservato all’Archivio di Stato.
Come se la spiccata precocità non bastasse, il 26 giugno 1666 tenne una pubblica disputa all’Archiginnasio su temi di logica e di medicina ed insegnò all’università a studenti molto più grandi di lui. Lettore di logica, di teoria e di pratica della medicina straordinaria, morì sfortunatamente a 37 anni.
Inoltre leggenda narra che l’Alma Mater ammise donne all’insegnamento sin dal XII e tra le più celebri insegnanti di sesso femminile non può che spiccare Laura Bassi, la quale nel 1732, a soli 22 anni, ebbe la cattedra di filosofia e nel 1776 quella di fisica sperimentale.

All’Università conservato il più antico rotolo del pentateuco ebraico

Oltre al glorioso passato fatto di strabilianti protagonisti, l’Università di Bologna ancora una volta fa parlare di se per un immenso patrimonio che le appartiene. Nel 2013 il professor Mauro Perani, ordinario di Ebraico presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna riconosce ufficialmente l’originalità del “Rotulo 2” presente nella Biblioteca Universitaria. Si tratta del più antico Pentateuco ebraico al mondo: fatto di morbida pelle di vitello, contiene, in un documento lungo 36 metri e alto 64 centimetri, il testo completo della Torah in ebraico. Le analisi con Carbonio 14 hanno permesso l’accurata datazione, mentre le indagini sulle fonti ne hanno costruito la storia.
Il Rotulo 2 è infatti lo stesso che per secoli è stato conservato dai Domenicani di Bologna come una fra le loro reliquie più preziose.
Ad ora il rotolo è consultabile in modalità touch screen in Biblioteca.
Come riporta lo stesso sito dell’Università, questa storia sembra proprio voler riconfermare il legame che unisce a doppio file Bologna e la Torah. Oltre all’autenticazione del Rotulo 2, nella città felsinea, il cui nome Bo-lan-yah in ebraico significa “In essa alloggia il Signore”, fu stampata anche nel 1482 la prima edizione del Pentateuco ebraico.
 

 

Giulia

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